WHATSAPP E REATI CONNESSI AL SUO UTILIZZO

L’utilizzo degli smartphone e dei servizi di messaggistica istantanea sono ormai diffusi in senso globale, tra soggetti di diversa età ed estrazione culturale.

Ciò comporta, soprattutto nei giovani, l’utilizzo dello strumento in maniera leggera, senza soffermarsi sulla legittimità di alcune condotte che vengono connotate come frequenti e quindi si travestono del requisito della normalità, che non sempre coincide con la legalità.
Andiamo a vedere alcune casistiche frequenti.

Mandare e ricevere foto erotiche su WhatsApp è reato?
Uno dei casi che si verifica con maggiora frequenza è relativo alla condivisione di foto e video a terzi: la situazione può avere un certo peso quando si tratta di foto o video privati, dal contenuto sessuale.
In base a quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, chi invia contenuti erotici a qualcun altro, quali foto o video, non rischia nulla.
Cosa succede quando qualcuno ci chiede una foto erotica su WhatsApp? In questo caso è possibile parlare di reato?
La risposta è ancora una volta negativa: non si tratta di un reato nella misura in cui la richiesta non rientra nel concetto giuridico di molestia: diventa invece reato di pedopornografia nel caso in cui il richiedente fosse un soggetto minorenne.
Dal momento che l’invio e la ricezione consenziente di contenuti erotici su WhatsApp non è illegale, nel caso in cui la polizia dovesse trovare delle foto hard sul nostro telefono o su una cartella del computer, non potrebbe intervenire in alcun modo, a meno che non si tratti di contenuti riguardanti un minore.

Inoltrare foto private su WhatsApp a terzi è reato?
Supponiamo di aver ricevuto degli scatti hard da una persona che conosciamo e che le ha inviate con il suo consenso. Nessuno ci autorizza a inoltrare quel contenuto a o inviare uno screenshot su WhatsApp a qualcun altro: nel caso in cui lo si facesse anche nei confronti di una sola persona, scatterebbe il reato e l’obbligo al risarcimento del danno procurato con la propria condotta illegale.Il reato è aggravato nel caso di contenuti pornografici riguardante un minore, che per legge viene punito con la reclusione fino a tre anni:
la rilevanza penale del reato di possesso di materiale pedopornografico non viene meno neanche nei casi in cui sia stato il minore ad acconsentire all’invio dello scatto sexy;
non è dunque rilevante ai fini della pena il fatto che le fotografie siano state autoprodotte oppure no in quanto è stata comunque perpetrata una lesione della dignità del minore.
Oltre ai reati appena citati che riguardano l’invio di foto pornografiche a terzi, WhatsApp presenta altre limitazioni che bisognerebbe cercare rispettare se non si vuole incorrere nelle conseguenze civili e penali previste dalla legge.

Divulgare contenuti su WhatsApp che riguardano bambini e minori: cosa rischio
Nel momento in cui si inviano contenuti riguardanti soggetti minori su WhatsApp, bisogna prestare un grado di attenzione in più: un conto è mandare la foto del proprio figlio o nipotino, un altro quella in cui nella foto sono presenti anche altri bambini.In tale ipotesi, è consigliabile non inviare la foto: i genitori dei bambini ritratti potrebbero infatti richiedere un risarcimento del danno subito dal figlio, anche se si era assolutamente in buona fede nel momento in cui il contenuto in questione è stato inviato. In questi casi WhatsApp potrebbe addirittura decidere di procedere con la sospensione dell’account della persona che ha commesso l’illecito.

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Si possono inviare screenshot di conversazioni private?
L’invio dello screenshot di una conversazione a terzi viene generalmente sottovalutato, ma anche in questa ipotesi è necessario prestare una certa attenzione e non essere troppo leggeri nell’inoltrare una conversazione avuta con un’altra persona.In questo caso specifico infatti se nello screenshot fosse presente il numero di telefono del mittente, si commettere una violazione della legge sulla privacy, nella quale è espressamente vietato il trattamento dei dati personali senza il consenso del titolare.Costituisce un comportamento illegale anche:
-inoltrare una mail nella quale sono contenute informazioni personali e sensibili condivise da un’altra persona;
-divulgare un contenuto per il quale il mittente aveva specificato che si trattasse di una dichiarazione riservata.
Non è reato inoltrare la confessione relativa a un giudizio personale o a un debito, mentre si commette reato di diffamazione nel momento in cui si condivide con altri un giudizio negativo e offensivo espresso da qualcuno nei confronti di una persona non presente.

Cosa è possibile fare sui gruppi di WhatsApp
La presenza su un gruppo WhatsApp comporta tutta una serie di regole da conoscere in modo tale da non incorrere in errori grossolani che potrebbero costare molto caro.
Bisogna pertanto ricordare che: non è possibile aggiungere una persona su un gruppo WhatsApp senza averle chiesto prima l’autorizzazione. Considerato che il numero di telefono è un dato sensibile, facendolo si commetterebbe una violazione della normativa sulla privacy e si commetterebbe il reato di illecito trattamento dei dati personali; allo stesso modo, non è consentito inoltrare lo screenshot di una conversazione su un gruppo chiuso di WhatsApp, che secondo la Cassazione è equiparata alla corrispondenza privata e dunque non può essere divulgata.

Cosa rischio se condivido la foto hard di un’altra persona a terzi? La condivisione di una foto hard ad altre persone è reato: nel caso in cui sia un ex partner a farlo, può scattare il reato di revenge porn, per il quale è prevista la reclusione da 1 a 6 anni e multe da 5.000 a 15.000 euro. Il reato è aggravato se vengono condivise foto di minori.

Cosa rischio se faccio lo screenshot di una conversazione privata e lo inoltro? L’invio dello screenshot di una conversazione privata consiste in una violazione delle norme sulla privacy, ovvero nel reato di illecito trattamento dei dati personali, punito con la reclusione da un minimo di 6 mesi a un massimo di 3 anni.

Cosa rischio se diffamo qualcuno tramite WhatsApp? Oltre alle conseguenze di tipo penale previste per il reato di diffamazione, punito con la reclusione fino a 1 anno e la multa fino a 1.032 euro, è possibile che WhatsApp decida l’interruzione dell’utilizzo del servizio.

Cosa è vietato inviare su WhatsApp? Nelle condizioni d’uso dell’app di WhatsApp si legge che è vietato inviare contenuti illegali, pornografici, offensivi, diffamatori, minacciosi, razzisti, falsi, il furto d’identità, l’invio di virus e programmi dannosi, di materiale protetto da diritti, ma anche tentare di accedere all’applicazione in modo non autorizzato.

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