NEL CASO DI DIDATTICA A DISTANZA, L’ALUNNO NON PUO ESSERE BOCCIATO PER SCARSO RENDIMENTO

COMMENTO ALLA SENTENZA DEL 14 SETTEMBRE 2020 DEL TAR PIEMONTE, II SEZIONE

Con l’arrivo del coronavirus, del lockdown e della conseguente chiusura delle scuole, il Ministero dell’Istruzione è dovuto intervenire con l’ordinanza nr. 11 del 16.05.2020 al fine di disciplinare le modalità di valutazione degli alunni per l’anno scolastico 2019/2020.

Più nel dettaglio, l’ordinanza ministeriale ha stabilito:
a) gli alunni sono ammessi alla classe successiva anche in presenza di voti inferiori a 6/10 in una o più discipline, che vengono riportati nel verbale di scrutinio finale e nel documento di valutazione, salvo in tal caso la predisposizione da parte della scuola di un piano personalizzato di apprendimento per le materie insufficienti (art. 3, c. 4 e 5);
b) la non ammissione può essere disposta soltanto qualora i docenti del Consiglio di classe “non siano in possesso di alcun elemento valutativo relativo all’alunno, per cause non imputabili alle difficoltà legate alla disponibilità di apparecchiature tecnologiche ovvero alla connettività di rete, bensì a situazioni di mancata o sporadica frequenza delle attività didattiche, già perduranti e opportunamente verbalizzate per il primo periodo didattico” (art. 3, comma 7), ovvero in ipotesi di esclusione dagli scrutini emanati ai sensi dello Statuto delle studentesse e degli studenti (art. 3, c. 8).

In ragione di quanto detto, dei genitori piemontesi si sono rivolti al Tar Piemonte per impugnare la bocciatura del proprio figlio, decisa all’unanimità dal collegio docenti, per la mancata ammissione alla classe II media in ragione dello scarso rendimento e del peggioramento dei voti proprio a seguito del lockdown ed innescarsi del sistema della didattica a distanza.

LEGGI ANCHE  PROCESSO IKAROS - Comunicato Stampa

Il ricorso è stato accolto e l’alunno ammesso alla classe II: per il collegio amministrativo, la non ammissione alla classe successiva dello studente, non rientra in nessuna delle ipotesi indicate dall’Ordinanza Ministeriale n. 11/2020, le quali rappresentano un’eccezione rispetto alla regola generale dell’ammissione e, per l’effetto, costituiscono disposizioni di stretta interpretazione (T.A.R. Lombardia, Brescia, sez. II, 31.07.2020, nn. 603 e 604).

Nella specie, all’opposto di quanto riportato nel Verbale del Consiglio di classe, non è invocabile l’art. 3, c. 7 dell’Ordinanza, in quanto detta norma non consente di “ritornare” all’applicazione dell’ordinario criterio del profitto scolastico ai fini della valutazione degli alunni, né autorizza la non ammissione alla classe successiva in presenza di risultati complessivamente insufficienti: la norma riconosce al Consiglio di classe detta possibilità solo ove lo studente non risulti oggettivamente valutabile per l’indisponibilità di elementi necessari, o tale situazione sia determinata dal non aver in toto frequentato le attività scolastiche sin dal primo quadrimestre, o dall’averlo fatto solo in misura “sporadica”.
Una differente ermeneutica colliderebbe con l’art. 3, c. 4 dell’Ordinanza n. 11/2020, che introduce il principio dell’ammissione alla classe successiva in caso di voti inferiori a 6/10 “in una o più discipline”, tuttavia andrebbe ad annullare la natura eccezionale delle ipotesi in cui l’ordinamento ha consentito, stante la condizione emergenziale in cui si è svolto l’a.s. 2019-2020, la bocciatura degli studenti.

Lascia un commento